Finalmente, dopo oltre due mesi, trovo un po’ di tempo per scrivere di nuovo sul blog: un po’ per pigrizia, un po’ per l’accumularsi di impegni e altri interessi al di fuori della rete, il tempo è passato in un lampo e mi ritrovo a parlare di vacanze estive, quando freddo e pioggia ormai hanno preso il posto della bella stagione, ma finalmente mi sono decisa a cominciare questo raccnot che dovrò dividere almeno in due parti, corredato dalle foto che ho fatto io stessa con la mia nuova, e finalmente personale, macchina fotografica.
Quest’anno, dopo anni (precisamente dal viaggio in camper di 15 giorni che feci nel 2003 in Norvegia), ho trascorso ben due settimane di fila in vacanza! Ma è stata una vacanza diversa dal solito perché ho fatto l’esperienza, che mi mancava, di un soggiorno-studio in Inghilterra. Infatti, insieme alla mia amica Martina, e grazie all’interessamento del padre di un’altra nostra amica, Chiara, il quale è insegnante di inglese, abbiamo prenotato delle lezioni presso una scuola di lingua a Brighton, una bella città di mare 80 km a sud di Londra.Siamo partite dall’aeroporto di Treviso domenica 9 agosto e siamo tornate il 23.
Il viaggio di andata, a dire il vero, è stato un po’ un’odissea, poiché siamo atterrate all’aeroporto di Stanstead, ovvero il più lontano e il più scomodo da Londra e tanto più da Brighton. Il fatto è che avevamo avuto la poco brillante idea, sapendo del costo dei treni in Inghilterra, di prendere una corriera, che avrebbe dovuto fare scalo a London Victoria Station, dove avremmo poi cambiato con un coach diretto per Brighton.. invece ci hanno fatto un biglietto che fosse costava meno, ma, invece di passare direttamente per Londra, ci ha fatto fare un giro per tutti gli aeroporti londinesi e cambiare più volte… così alla fine abbiamo affrontato un estenuante viaggio di 5 ore (col treno al ritorno invece sono state solo 3 e non spendendo neppure di più), arrivando finalmente a destinazione stanche e sudate, a pomeriggio inoltrato!
Purtroppo quel giorno l’impatto con Brighton non è stato dei migliori: un po’ perché , come ho scoperto in seguito, la domenica la città è reduce dalle orde di giovani, che arrivano anche dai dintorni e da Londra stessa, che il sabato sera si danno alla pazza gioia, e dunque la pulizia non era il massimo, e poi è stata un po’ traumatica la prima impressione con l’alloggio: infatti avevamo scelto di non andare ospiti in famiglia, ma di prendere una camera ciascuna nel residence universitario, che d’estate è messo a disposizione degli studenti stranieri delle scuole di inglese. Il residence è strutturato in appartamenti da 8 camere singole, con una cucina comune… beh a parte le camere spartane, la pulizia approssimativa (la mia amica ancora ride pensando alla scena di me che, appena entrata, ho cominciato subito a spruzzare ovunque il disinfettante spray che mi ero portata dietro! vista anche la ingiustificata fobia per l’influenza suina che mi avevano messo addosso i media prima di partire!), la cosa peggiore però era vedere lo stato pietoso della cucina! Ma questo a causa, come abbiamo scoperto in seguito, di alcuni nostri coinquilini, in particolare in un barbaro ragazzo italiano (oltre a noi, avevamo come coinquilini due italiani, una ragazza turca, uno spagnolo, un ucraino): ci siamo trovate di fronte a piatti lerci ammucchiati nel lavandino, una pentola di spaghetti abbandonatasi un angolo, bicchieri e bottiglie di liquore sul tavolino unto e bisunto… Nel corso delle due settimane abbiamo imparato ad adattarci e a rendere il nostro alloggio più pulito, ma anche imparando a non pulire anche le cose ch’egli altri lasciavano apposta sporche… per non parlare poi del baccano che un po’ tutti facevano fino a notte inoltrata! Una sera poi è successa una cosa che , a pensarci ora è un divertente ricordo, ma un po’ allucinante la momento: soprattutto a Brighton abbiamo scoperto hanno la fobia degli incendi , e ovunque ci sono sensori anti-incendio ultrasensibili, così una sera delle ragazze spagnole si sono messe a fumare, nell’appartamento sopra il nostro, anche se proibito, in cucina facendo scattare l’allarme! Io stavo già dormendo (erano le due di notte) e sono stata svegliata da questo suono che trapanava le orecchie… morale siamo dovuti uscire tutti in cortile, finché i pompieri, arrivati tutti in assetto da emergenza, non hanno finito di fare il giro di tutto lo stabile!
Raccontato così il soggiorno sembra sia stato pessimo, ma in realtà, una volta adattate appunto, la cosa è diventata divertente: una sera si e una no cenavamo in appartamento (e facevamo colazione lì… mi sono portata però caffè e moka dall’Italia, perché se c’è qualcosa di pessimo in Inghilterra, quello è il caffè!) ed è stato divertente anche andare a fare la spesa al supermercato (lì sono aperti fino a tardi, al contrario di altri negozi che chiudono alle cinque e mezza del pomeriggio, così come la cucina di alcuni ristoranti che non danno più da mangiare dopo le nove e mezza di sera) anche se poi abbiamo scoperto che al negozio di frutta e verdura thailandese, si trovavano cose più fresche.. e abbiamo trovato anche marchi italiani!
(La scuola)
La scuola invece ci è piaciuta da subito! si trova in un tranquillo quartiere residenziale di Hove (Brighton infatti forma ora un unico complesso con una cittadina di Hove) , in cima alla collina ed è formata da due edifici in stile vittoriano, collegati tra loro dal giardino retrostante, dove c’è un cortile in cui gli studenti si trovano durante l’intervallo per il pranzo (c’è una zona ristoro infatti che da direttamente sul retro). Il primo giorno, con tutti i nuovi arrivati di quella settimana, ci hanno fatto fare una sorta di esame per saggiare il nostro livello di conoscenza dell’inglese, e mentre ci facevano fare un tour della scuola e dei dintorni, hanno preparato per ognuno il proprio programma personalizzato.Sia io che la mia amica, in base al nostro livello, valutato intermedio, sia per le nostre preferenze sul tipo di lezioni, abbiamo avuto lo stesso programma: ovvero quello pomeridiano con un’ora di speaking & listening e poi altre 3 ore di general english: entrambi i corsi erano interessanti, istruttivi, ma anche divertenti: nel primo il nostro insegnante, Niall, strutturava le lezioni per argomento settimanale: la prima settimana il tema era il cinema e la cosa più divertente è stato dividerci per gruppetti, scrivere una brevissima sceneggiatura e girare un piccolo film. Il mio gruppo aveva scelto il genere horror.. ma ovviamente ne è uscito un qualcosa di assolutamente comico! La seconda settimana invece il tema era la musica, per tutte le classi peraltro, e si è conclusa, coincidendo con il nostro ultimo giorno di lezione, con un divertente, quanto fantozziano, karaoke che tutti gli studenti della scuola hanno fatto nel cafè! (noi abbiamo “interpretato” a Beautiful Day degli U2…).Anche l’altro corso era molto bello! Eravamo tutti italiani (4) e spagnoli (una classe di ragazzi, ma anche una mia coetanea), cui poi si è aggiunta una ragazza austriaca. Il nostro insegnate, Fletcher, era un giovane molto simpatico e sapeva come rendere sempre interessanti le lezioni facendoci fare dei giochi linguistici a squadre e ogni settimana, l’ultima lezione settimanale, si faceva una speciale lezione in esterna , siamo andati al centro commerciale di Churchill Square, al museo cittadino.Inoltre la scuola era fornita di bellissime e tranquille aule studio, con computer dove si poteva esercitarsi con molti programmi appositi, e una biblioteca dove si poteva trovare una grande varietà di libri di ogni genere, ascoltare audiolibri, ma anche visionare film in vhs e dvd.
(Il Royal Pavilion)
Ma ovviamente questa non è stata solo una vacanza studio, ma anche turistica! A partire dalla stessa Brighton: al mattino, oltre a darci allo shopping, abbiamo utilizzato il tempo libero per visitare la città. Uno degli edifici simbolo è il Royal Pavili on, un singolarissimo palazzo in stile indiano, fatto redigere come residenza estiva, dal Principe Reggente, nel 1803.
(Il Brighton Pier)
Ma forse il simbolo che più caratterizza Brighton, è il Pier, il lungo molo che fin dai primi dell’800 era la passeggiata della buona società che trascorreva le vacanze nella cittadina balneare divenuta di moda. Anche oggi il Pier è il cuore pulsante della città, ma su di esso sorge un luna park, sale giochi e chioschi… ha insomma perso un po’ della sua aura vittoriana. A Brighton c’era anche un altro grande pontile, il West Pier, ma nel 2003 è finito in cenere dopo un incendio: ne rimane lo scheletro annerito che offre no spettacolo affascinante e lugubre insieme!
(Il West Pier)
Le spiagge non sono fatte di sabbia, bensì di sassi. Non abbiamo mai fatto il bagno in mare perché il clima, per come siamo abituate noi, era proibitivo, così come le forti correnti della Manica, ma una cosa che ci piaceva fare (così come molti altri), era, dopo le lezioni, fare una lunga passeggiata sul lungo mare e poi prendere qualcosa da bere o da spiluccare e sederci in spiaggia fino al calar del sole.
Ma il luogo che più mi è piaciuto di Brighton è sicuramente The Lanes, ovvero il quartiere più antico della città, con le sue viuzze strette e i suoi edifici pittoreschi;.
(The Lanes)
Un tempo quello era l’originale villaggio di pescatori, prima che la località diventasse, nel diciannovesimo secolo, alla moda e si ingrandisse (famose sono anche le case in stile regency che si inerpicano sulle colline).
(Regent houses)
Oggi in The Lanes ci sono bellissimi negozietti , pub e ristorantini. Ma in tutta la città non mancano locali tra cui scegliere, sia tradizionali inglesi, che di altri Paesi (due cene molto succulente le abbiamo gustate, con dei nostri amici francesi, al ristorante spagnolo e presino greco), e tantissimi pub… anche se il più gettonato (specie dagli studenti delle scuole di iglese), è senz’altro il King & Queen, un enorme e bellissimo pub costruito in un edificio storico a sua volta arredato in perfetto stile medievaleggiante: era sempre affollatissimo, ma specialmente il venerdì, per la serata di karaoke.
(il "King & Queen")
Il soggiorno è stato bello anche perché abbiamo avuto modo di conoscere tante persone di tante nazionalità diverse.
Anche quest'anno, anche se solo per una serata, ho avuto modo di recarmi ad un evento che sta diventando una piacevolissima abitudine estiva: ovvero il LAGO FILM FEST, ovvero un Festival Internazionale di cortometraggi, documentari, sceneggiature .. che si svolge oramai da 5 edizioni tra le vie del piccolo centro di Lago (frazione di Revine, sulle sponde dell'omonimo lago).
per una settimana, ogni fine luglio, le strette viuzze del suggestivo borgo di antiche case si sassi, si illuminano della luce delle candele che segnano i percorsi tra corti e cortili, ove si può assistere alle varie proiezioni di cortometraggi, anche d'animazione (e uno spazio tutto dedicato ai più piccoli), documentari, ma non solo: anche spettacoli teatrali, momenti di musica dal vivo, conferenze e incontri con gli autori, punti di ristoro e persino una trasmissione radiofonica!
Lo schermo più grande però e posizionato proprio sopra l'acqua del lago, appena oltre la riva.
Questa iniziativa davvero molto bella di per sè, ha anche il pregio di ,non solo creare un'occasione di svago intelligente e di arricchimento culturale, ma anche ,come già altre iniziative (vedi la festa dell'artigianato di Cison, di cui già parlai su questo blog, o la rassegna di illustrazione per l'Infanzia di Sarmede), di far riscoprire, rinascere, valorizzare questi bellissimi piccoli centri della zona, a riprova che non è necessario per lo sviluppo, creare solo fabbriche e capannoni.
Sono una ragazza come tante (ma forse nata nell'epoca sbagliata) spesso con la testa tra le nuvole e tanti sogni nel cassetto: non importa se questi si realizzeranno o meno, l'importante è che ci siano! Perchè i sogni sono la più grande ricchezza che abbiamo!
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La mia famiglia, i miei amici (pochi ma buoni), la mia terra e poi l'arte, la
letteratura, il cinema, la musica, la montagna ,sciare, ballare,viaggiare, creare bijoux e oggetti con le
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solo un momento di estasi perfetta.
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